Innanzitutto grazie Thierno Camara per questa intervista. Cominciamo da una domanda semplice: come è nato e di cosa si occupa il FORIM?

Il FORIM – Forum delle ORganizzazioni Internazionali di solidarietà risultanti dalle Migrazioni, è una piattaforma nazionale francese che riunisce reti, federazioni e gruppi di organizzazioni di migranti (OSIM), impegnati in azioni di integrazione in Francia e in azioni di sviluppo nei paesi di origine. FORIM rappresenta circa 700 associazioni che operano nell’Africa sub-sahariana, nel Maghreb, nel sud-est asiatico, nei Caraibi e nell’Oceano Indiano.

Il FORIM fa essenzialmente due cose: cosviluppo e convivenza civile. E’ stato creato dalla volontà di persone che hanno vissuto percorsi migratori, la cosiddetta diaspora, di strutturarsi per portare dei progetti di sviluppo nei paesi di origine, ma anche di agire insieme nel paese di accoglienza, la Francia. Questa volontà della Diaspora ha trovato un ascolto molto favorevole da parte del potere pubblico, che ha voluto supportare la creazione di questa struttura per essere l’interlocutore unico delle diaspore. Questa fiducia reciproca fra il FORIM e le istituzioni, a livello locale, nazionale e internazionale, esiste dal 2002, ovvero dall’anno in cui il FORIM è stato creato. Il FORIM comprende oggi circa 40 federazioni, di tre tipi:

  1. Federazione di Paesi più fortemente rappresentati in Francia  (Vietnam, Laos Cambogia, Mali, Marocco, Guinea, etc)
  2. Federazioni Tematiche (federazione delle donne, federazioni professionali, federazioni di agricoltori, imprenditori, etc)
  3. Federazioni Regionali, che rappresentano le 8 regioni francesi

Io coordino l’associazione dei guineani di Francia , che ha oltre 150 associazioni, all’interno del FORIM. I maliani hanno più di 200 associazioni, i vietnamiti ne hanno altrettante. Questo è solo per darvi un’idea della conformazione del FORIM. Il primo presidente era un guineano, a cui ha fatto seguito un laotiano (proveniente dal Laos), poi un algerino, un beninese, un senegalese e infine io. Questo per dirvi che è tutta questa differenza che fa la ricchezza del FORIM.

Mi sembra che abbiate allo stesso tempo un legame molto forte con le associazioni di base e uno altrettanto forte con le istituzioni.

Esattamente. La prima missione del FORIM è creare uno spazio di concertazione e scambio per discutere delle politiche pubbliche  con chi le rappresenta e per aumentare la riflessione della società civile. Siamo un Centro che raccoglie consenso, rafforza le capacità delle associazioni di base, rappresenta i suoi membri nei diversi livelli istituzionali e favorisce l’accesso ai finanziamenti.

Puoi raccontarci come operate?

Al FORIM abbiamo la filosofia del “far fare”. Abbiamo un programma con degli orientamenti strategici, lo decliniamo in progetti che vengono proposti e/o realizzati dalle federazioni membro, che a loro volta lo fanno eseguire dalle associazioni di base.  Così facendo si rafforzano contemporaneamente e reciprocamente le federazioni e le associazioni di base.

Uno dei programmi faro del FORIM è il PRAOSIM – Programme d’Appui des Organisations de Solidarité International sortis de Migrations. E’ un programma di cofinanziamento di progetti proposti dalle associazioni della diaspora nei paesi di origine, con il sostegno del Ministero degli Esteri Francese e dell’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo che è l’omologa dell’italiana AICS. C’è quindi una somiglianza di percorsi tra come sta nascendo il Summit Nazionale delle Diaspore e come è nato il FORIM.

Il Forim finanzia fino a 15.000 euro a progetto alle organizzazioni di migranti per interventi di sviluppo nei paesi di origine. Da quando il PRAOSIM esiste abbiamo cofinanziato 477 progetti in 32 paesi per un valore di 6,5 milioni di euro di fondi pubblici, ai quali bisogna aggiungere il valore dei cofinanziamenti, quindi i progetti di sviluppo realizzati hanno mobilitato circa 20 milioni di euro, con un impatto diretto su oltre un milione di persone in Asia, Africa, America Latina.  Abbiamo finanziato progetti in tutti i settori, educativi, ambientali, sanitari, il cui valore aggiunto è cambiare la vita quotidiana nei paesi.

La conoscenza che le diaspore hanno dei propri territori d’origine e dei loro bisogni  permette infatti di arrivare anche nelle zone più nascoste e isolate. Non sono inoltre progetti scritti a tavolino in Europa ma co-progettati nei territori con i partner locali e con le persone che ne beneficeranno. Tutte le nostre azioni si rifanno agli SDG’s.

Il saper fare delle OSIM lo riportiamo anche in spazi di concertazione di altre reti, come ad esempio Coordination Sud, che può essere paragonato all’italiana AOI, e Concorde. In generale c’è poi una connessione molto stretta con le ONG, lavoriamo insieme, c’è una sorta di energia circolare sugli argomenti che sosteniamo.

E la Governance?

Quello della governance è un altro tema importante perché solo una goverance adeguata garantisce la durata e la stabilità del programma e crea consenso e fiducia in ciò che facciamo.

Abbiamo un’assemblea generale che si riunisce una volta all’anno e ogni 3 anni elegge un Consiglio di Amministrazione composto tra i 18 e i 25 membri, tra questi vengono eletti 6 membri del Direttivo, che hanno un mandato di tre anni, rinnovabile una sola volta.

Il FORIM dispone poi di un’équipe tecnica, una rete di operatori di appoggio formati che accompagnano le associazioni nella progettazione, nel monitoraggio e nella valutazione dei progetti. C’è inoltre un Comitato d’Esame Paritario, formato dai rappresentanti dei ministeri e dagli amministratori locali, e poi un altro collegio formato dagli esperti delle Diaspore in domini specifici. Ogni progetto è esaminato da ciascuno di questi organi collegiali.

Questi dispositivi sono degli strumenti che consentono di creare un consensus comune e rafforzare le federazioni, mentre l’obiettivo ultimo del FORIM è essenzialmente quello di diventare forza e voce in ambito politico.

Partecipiamo a spazi di consultazione istituzionali, come il CNDSI – Conseil National pour le Developpement et la Solidarité Internationale, una cellula di riflessione strategica coordinata dal Ministero degli Affari Esteri francese nel seno delle quale ci sono diversi attori : ong, parlamentari, imprese, università, sindacati. In queste sedi possiamo portare il nostro contributo prima che la legge venga promulgata, per dare delle indicazioni appropriate. Grazie a questo nel 2013 il presidente François Hollande ha riconosciuto che le Diaspore erano un attore fino ad allora trascurato ma necessario per tutto ciò che la Francia fa all’estero. Tradotto in legge, le Diaspore sono state riconosciute  anche formalmente come attori di sviluppo.

Dal punto di vista dei rapporti con i paesi d’origine, come funzionano le relazioni tra Agenzie di cooperazione, governi locali e associazioni delle diaspore?

Abbiamo dei programmi che funzionano in alcune zone e meno in altre, ad esempio un programma di strutturazione del contesto associativo, che comprende un obiettivo chiamato “Rencontres Internationales Sud”, grazie al quale organizziamo due incontri ogni anno in ciascun paese per permettere alle diaspore di mostrare cosa hanno fatto nell’ottica dello sviluppo dei paesi d’origine. Sono dunque incontri organizzati dal FORIM che includono anche i rappresentanti dei vari paesi, con cui peraltro organizziamo le visite periodiche sul campo per valutare i progetti, insieme alle rappresentanze diplomatiche, al Ministero degli Affari Esteri, alla società civile locale. Quando facciamo questo il dialogo funziona molto meglio. Spesso queste visite consentono di valorizzare l’apporto delle diaspore sia nei confronti delle istituzioni locali che di quelle francesi. Ad esempio, prima della nostra visita in Ghana quello che faceva la Diapspora ghaneese in Francia non era molto conosciuto. Le nostre missioni sul campo cominciano sempre da incontri istituzionali e quando il Ministero degli Esteri francese ha potuto vedere i risultati dei progetti della diaspora ghaneese, è rimasto davvero colpito, ma è successo anche il contrario, che le autorità ghanesi hanno cominciato ad interessarsi a ciò che la diaspora ghanese fa in Francia.

Ecco, creare questi meccanismi virtuosi e circolari per noi è fondamentale. Per questo tra le attività strategiche del FORIM ci sono le campagne di sensibilizzazione e mobilitazione cittadina, in particolare sulle questioni di genere, la valorizzazione dei percorsi migratori e la lotta ai pregiudizi.

Portare l’attenzione su ciò che facciamo nei nostri paesi di origine ma contemporaneamente dare il nostro contributo per lo sviluppo di una società migliore nel paese in cui viviamo: due obiettivi che non possiamo in alcun modo scindere perché fanno parte non solo del DNA della nostra associazione ma anche della nostra identità di persone.

(per chi volesse approfondire, qui il sito ufficiale del FORIM)