“Qualsisia intervento di Cooperazione deve basarsi sulla diffusione della cultura collettiva, ovvero aver analizzato il modo in cui vive la gente, il modo in cui distribuiscono le proprie conoscenze i diversi popoli: solo in questo senso si può fare Cooperazione e contribuire allo Sviluppo”

(Cecilia Blanco, partecipante)

Richezza, valore e attivismo sono le prime parole con cui è possibile descrivere il dodicesimo e ultimo incontro territoriale del Summit Nazionale delle Diaspore tenutosi a Pescara il 9 novembre 2019.

L’incontro organizzato, in collaborazione con Arci Pescara, ha avuto luogo nella sala dedicata a Enrico Berlinguer presso la Fondazione Abruzzo Riforme; un primo messaggio di accoglienza  è stato portato da Massimo Luciani della Fondazione Abruzzo Riforme, nonché direttore di Anci Abruzzo:

 

“Accolgo questa iniziativa poiché sono elementi che mancano sul territorio, abbiamo bisogno che le diaspore siano interlocutori delle istituzioni perché abbiano un’influenza positiva, uno degli anelli mancanti è questo, con le diaspore cominciamo anche ad avvicinarci alle seconde generazioni che determinano una maggiore conoscenza; avendo così più risorse nel mondo dell’integrazione, la presenza del Summit può essere importante per far crescere i percorsi di integrazione”  

 

 

L’ANCI come precisa M. Luciani lavora anche sulla cittadinanza inclusiva; in effetti i collegamenti interregionali  servono per restare in contatto e lavorare insieme, sia come associazioni che come fondazioni, collaborando anche con le università si ha la possibilità di poter operare come interlocutori anche segnalando attività, convegni ed iniziative come questo incontro territoriale.

 

Anche Valerio Antonio Tiberio, Presidente ARCI Pescara: concorda con questa visione e sostiene che più che mai in questi anni la cooperazione internazionale debba avere un filo conduttore fra cittadini autoctoni e stranieri.

“Vi ringrazio per aver scelto Pescara per un incontro territoriale. Come Arci già conoscevamo il progetto a livello nazionale, ma l’importanza di farlo qui si introduce per due motivi: il  primo è perché nel 2007 c’è stata un’ampia riflessione sulla cooperazione e sui cittadini dei paesi terzi per inclusione, poi le priorità di associazioni e altre realtà si sono orientate su altro: per esempio sull’emergenza immigratoria e poi sul forte scontro politico.

Diventa dunque importante il connubio che sottolinea il Summit fra cittadini autoctoni e cittadini di paesi terzi per costruire azioni nei paesi d’origine, ma anche sul territorio italiano ed è qui soprattutto che Arci vuole intervenire. Il secondo motivo proviene dal sottotitolo del Summit che mi è piaciuto: “esserci, conoscersi e costruire” mi rivedo in queste parole soprattutto nella prima  perché significa esserci per una nuova società e per un nuovo legame di costruzione nei paesi d’origine”

 

Nel pomeriggio due gruppi di lavoro hanno discusso rispettivamente di Reti & Partenariati e di Comunicazione sulle migrazioni.

La giornata insieme al Summit Nazionale delle Diaspore si è conclusa presso il Circolo Aternino per la presentazione del libro “Mother Eritrea” di Daniel Wedi Korbaria.

                                    

Speriamo che questa collaborazione  tra le associazioni delle Diaspore sul territorio possa rinforzarsi e che al Terzo Summit Nazionale delle Diaspore che si terrà a Roma il 14 dicembre 2019, anche le organizzazioni abruzzesi possano portare una loro rappresentanza nella costruzione di un Forum Nazionale delle Diaspore, obiettivo finale di questi incontri.

Grazie a tutti per la partecipazione!