La quinta edizione del Summit Nazionale delle Diaspore ha preso vita sabato 10 febbraio presso l’Auditorium Antonianum a Roma, mettendo in risalto l’importante contributo delle Diaspore in Italia nei progetti e nelle politiche di Cooperazione allo Sviluppo. La giornata è stata ricca di interventi su come realizzare una Cooperazione d’impatto e più inclusiva, con contributi da parte di istituzioni italiane, europee e con gli interventi del pubblico proveniente da varie parti del mondo, dall’Asia, America Latina, Africa e Europa. L’intera giornata di lavoro è stata un’opportunità per riflettere collettivamente sul reale impatto degli interventi di cooperazione di fronte alle sfide globali, con un particolare sguardo al contributo delle Diaspore in generale e alla trasformazione del ruolo delle donne nel sistema di Cooperazione. Non sono mancati i riferimenti al Piano Mattei, che hanno sottolineato l’opportunità persa nel mancato coinvolgimento delle Diaspore.

UN NUOVO COORDINAMENTO DELLE DIASPORE:

“Questo Summit segna un passo cruciale verso la costruzione di un futuro collaborativo con l’impegno verso la costruzione di ponti tra le diaspore e il territorio nazionale. Il CIDCI – spiega il presidente Bertrand Honoré Mani Ndongbou – ha l’obiettivo di raggiungere le 20 regioni italiane con un lavoro che sia di ispirazione e di esempio, affinché le diaspore possano avere voce negli spazi della cooperazione”. “L’obiettivo – sottolinea il presidente di CIDCI – è rafforzare le associazioni diasporiche, rappresentarle nei tavoli internazionali garantendo una rappresentanza plurale. Il lavoro nei territori è fondamentale: senza le reti territoriali questi obiettivi rimarrebbero solo un sogno”. Secondo Bertrand Honoré Mani Ndongbou “la sostenibilità del Coordinamento è fondamentale per il suo successo: vogliamo collaborare con le istituzioni pubbliche, ong italiane ed enti privati, vogliamo promuovere programmi europei e transnazionali, per garantire una base solida all’organizzazione. Siamo qui per connettere e portare benefici a tutti per un mondo equo e inclusivo di fronte ai mutamenti geopolitici. Solo con una collaborazione forte possiamo costruire un futuro migliore per l’Italia e per i nostri Paesi di provenienza”. Una critica, però, al Piano Mattei nella cui governance, osserva il presidente di CIDCI, “mancano le diaspore. È necessario lavorare con le istituzioni affinché la voce delle diaspore sia presente”.

OPPURTUNITA’ PER LE DIASPORE SEMPRE AL CENTRO: 

“Le diaspore ci hanno dato la forza: da Crotone a Bolzano le comunità hanno sognato e creduto insieme a noi. Oggi abbiamo un Coordinamento e siamo in tanti: è una bella sfida, un percorso che inizia insieme e insieme dobbiamo lavorare”, afferma Cleophas Adrien Dioma, presidente dell’Associazione Le Réseau e membro del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo. “Oggi celebriamo un punto di arrivo e un punto di partenza. Un punto di arrivo perché in questo percorso non facile si è arrivati alla nascita di un Coordinamento e un punto di partenza affinché possiate diventare soggetti attivi della cooperazione. Siete le Nazioni Unite delle diaspore in Italia”, riflette Laurence Hart, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo di OIM, rivolgendosi ai tanti presenti nell’Auditorium Antonianum. “Il coinvolgimento delle diaspore è un’opportunità per tutti – prosegue Hart -, sono realtà imprenditoriali, promotori di pace, attori fondamentali nel processo di localizzazione degli interventi di sviluppo”.

IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI:

“Il Summit è la chiara espressione del nostro sistema di cooperazione. Le diaspore sono parte integrante di questo sistema e una porta d’ingresso con i Paesi d’origine”, afferma in un messaggio inviato all’evento Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Secondo Cirielli è necessario “mettere a sistema le esperienze maturate grazie al contributo delle diaspore, che hanno portato alla nascita del Coordinamento, un traguardo nel cammino comune da proseguire”. Il Viceministro degli Affari Esteri sottolinea poi l’importanza di rafforzare il nesso tra “migrazioni e sviluppo, una priorità trasversale in molti settori”. “I migranti non sono solo portatori di bisogni ma soggetti attivi: l’approccio è un dialogo tra pari con i Paesi partner”, conclude Cirielli sottolineando la “necessità di lavorare insieme. Gli obiettivi non possono essere raggiunti senza l’apporto delle diaspore. Auspico che il Coordinamento sia un partner attento e attivo”. Stefano Gatti, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, lancia un appello ai partecipanti del Summit: “Presentateci le vostre proposte concrete”. Ricordando che la Dgcs è stata rafforzata con due uffici in più, Gatti sottolinea che “le diaspore sono parte della società civile e parte del Sistema Italia: tra tutte le eccellenze della società, ci siete anche voi”. Riferendosi al Piano Mattei, Gatti conclude: “Non c’è nessuna esclusione. Concentriamoci sui progetti, noi siamo vostri compagni di strada e siamo pronti ad accogliere le vostre proposte concrete”. In un videomessaggio Marco Rusconi, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, sottolinea che “le diaspore sono attori fondamentali nella costruzione di una società sostenibile, sono un ponte e grazie a loro si può rafforzare lo scambio di idee e di progetti. Hanno una conoscenza approfondita e ci possono aiutare a identificare i bisogni delle comunità d’origine”.

Sul palco dell’Auditorium sale poi Ana Estrela, vicepresidente del CIDCI a presentare il CIDCI ed i suoi obiettivi. Pugliese e afrobrasiliana. “Sono parte”, scandisce, “di questa grande diaspora mondiale, conseguenza di una tratta transatlantica che ha colpito 12 milioni di persone, il 60 per cento delle quali giunte in Brasile”. Oltre il passato c’è il futuro, tutto da disegnare. “Sin dalla prima volta che ho varcato la plenaria del Summit nel 2017 ho capito che davanti a noi c’era l’opportunità di vedere riconosciuto un nostro diritto, che però era allo stesso tempo un dovere” dice Estrela. “È un dovere esserci perché non si può desiderare il cambiamento senza poi partecipare in modo attivo al processo di sviluppo”.

La tavola multi-stakeholder, moderata da Elizabeth Rijo, CIDCI e Mehret Tewolde Weldemicael, Le Réseau APS, ha dato ulteriori spunti di riflessioni sui vari livelli di coinvolgimento delle Diaspore. Fabio Strinati, Dirigente dell’Ufficio Sviluppo Economico dell’AICS, “è necessario potenziare i sistemi nazionali che includono le competenze delle comunità di diaspore e facilitare la loro partecipazione in un percorso di istituzionalizzazione delle diaspore”. “Considerando la varietà del sistema di cooperazione, è importante avere meccanismi attenti a individuare le specifiche necessità degli attori e creare le condizioni affinché avvenga un dibattito. Dobbiamo riuscire a entrare in una logica di apprendimento reciproco”, afferma Daniele Panzeri, Coordinatore dell’Unità Migrazione e Sviluppo di OIM Italia. Ilaria Caramia, Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa – ACRI, si sofferma sul “fondamentale ruolo politico delle associazioni, cruciale nel costruire un confronto stabile” mentre Valeria Saggiomo, Centro Studi di Politica Internazionale – CeSPI, sottolinea “l’importanza di capire quali sono le specificità delle diaspore e di comprenderne il valore”.

A seguire il tavolo multi-stakeholder la presentazione delle attività dell’anno 2 del progetto “Draft the Future! Towards a Diaspora Forum in Italy”, illustrate in dettaglio da Nelson Mallé Ndoye, dell’OIM, e Ada Ugo Abara, Le Réseau.

Inoltre, il Summit ha ampliato il proprio orizzonte includendo l’approccio alla cooperazione di altri Paesi, con un momento moderato da Rossella Semino, Le Réseau e gli interventi di Arturo Biglia, ENABEL Belgian Development Agency, Mackendie Toupuissant, Forum des Organisations de Solidarité Internationale issues des Migrations (FORIM) , David Nii Addy, GIZ, Paola Berbeglia, Concord Europe e AOI, Sandro De Luca, Link2007 e Luca de Fraia, Presidente CINI.

La parte finale Summit è stata caratterizzata da 3 gruppi di lavoro introdotti da Juan Antonio Garcia Cagua, CIDCI e facilitati da Ana Ciuban,  CIDCI e Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto di ActionAid Italia – CINI gruppo “Sostenibilità e valutazione d’impatto degli interventi di cooperazione”. Cleidiane Pinheiro de Freitas, CIDCI e Sandro De Luca, Direttore CISP – Link2007 gruppo “Il contributo delle diaspore nella risposta alle emergenze e nella lotta al cambiamento climatico” e Rahel Sereke, CIDCI e Serena Fiorletta, Responsabile Comunicazione di Aidos – AOI per il gruppo “Le donne come agenti di cambiamento nella cooperazione internazionale “.

Ph: Giovanni Currado, AGR RICCARDI

Tutte le info sul CIDCI: https://summitdiaspore.org/coordinamento-italiano-delle-diaspore/

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Fonti: AGENZIA DIRE e 9COLONNE 

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