C’è un elemento che caratterizza questa città: Bologna è e deve rimanere la città dei portici. Si parla spesso della città dei muri, ma qual è la differenza? Il muro fa distanza, nell’illusione di proteggerti ne rimani intrappolato. Anche i portici servono per proteggere, ma diversamente dai muri ci fanno stare insieme. Nel momento del bisogno i portici servono per abbracciarci e ci disegnano un destino comune. Vorremmo che non ci fosse bisogno di difendere l’identità e l’inclusività che i portici ci danno, che è anche la base ed il senso della cooperazione.

(Marco Lombardo, assessore Comune di Bologna, deleghe relazioni europee e internazionali, cooperazione, ONG, lavoro, attività produttive)

Il mese di luglio volge al termine e anche  il Summit delle Diaspore prende una piccola pausa. Chiudiamo questa parte dell’anno con il racconto dell’incontro con gli imprenditori che si è tenuto a Bologna lo scorso 20 luglio.

Un ristoratore afghano che lavora con i rifugiati, un imprenditore burkinabé dell’industria del freddo, divenuto anche formatore , l’ideatore senegalese di fondo di investimento destinato a talenti migranti in Italia che vogliono fare impresa, un imprenditore indiano della moda che ha creato una piattaforma di informazione, la creatrice di un negozio di hijab e moda musulmana che è divenuto punto di incontro e conoscenza…sono solo alcuni dei partecipanti alla giornata, che testimoniano della ricchezza e della versatilità dei progetti imprenditoriali attivi nella zona di Bologna. Tanti gli spunti di confronto, relativi alle difficoltà e ai vantaggi del fare impresa nel nostro paese ma anche ai possibili sbocchi di queste attività nella cooperazione internazionale.

In particolare, insieme ai referenti del Comune, al rappresentante dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e allo staff del Summit, si è affermato che non esistono politiche di integrazione che possano prescindere dal lavoro. Il fatto che le migrazioni in Italia vengano trattate perlopiù solo con una dinamica emergenziale, porta a non affrontare alcuni temi cruciali.

Si rischia di  dimenticare, ad esempio, che l’Italia ha un  grave problema demografico e che l’elevata età media della popolazione autoctona non garantisce più la tenuta del sistema sociale in generale e di quello pensionistico in particolare. C’è bisogno di forze nuove, che sorreggano questa fase del paese. E servono politiche di lavoro che non mettano le persone in guerra fra di loro, ma che al contrario permettano di valorizzare le diverse competenze e risorse di tutte le persone che convivono nel medesimo territorio, perché si possa tornare ognuno a fare la propria parte non solo per la sopravvivenza personale ma anche per il benessere comune. Rifacendoci alle parole dell’Assessore Marco Lombardo, ci vorrebbero più portici in tutta Italia!

 

Nel mese di agosto si interrompono le attività sul territorio ma continuiamo il lavoro di programmazione per proporvi un’ultima parte del 2019 ricca di incontri, che culmineranno nel Terzo Summit Nazionale delle Diaspore a Roma, a metà dicembre.

A tutti voi che ci avete seguito auguriamo una buona estate e diamo appuntamento a settembre. Stay Tuned!